Chi oggi leggerà le liste di Viola-Ancora, vedendo a referto Nicola Capellari (classe 1977) nei pesarini e Alex Capellari (classe 2002) nella formazione cavazzina, si chiederà : “Toh, due con lo stesso cognome, ma quello dell’Ancora potrebbe essere suo padre!”. No, caro spettatore, quello dell’Ancora è suo padre!
Eccola qua una di quelle belle storie che il Carnico sa raccontare e che esulano dai qualsiasi risvolto tecnico. Nicola, giocatore storico della squadra di Prato Carnico, si troverĂ magari a contrastare Alex, che magari lo salterĂ in dribbling e andrĂ via leggero come i suoi pochi anni, inducendo il genitore al piĂą classico dei “Poi a casa facciamo i conti”… Ma a casa i conti non li faranno, perchĂ© l’amore per il calcio è un cosa che il papĂ ha impresso nei cromosomi del figlio, cromosomi che (per fortuna…) sono diversi solo nel colore: bianconeri juventini quelli di Nicola, biancazzurri laziali quelli di Alex.
Chi li conosce dice che i due hanno molti punti in comune: lo spirito di sacrificio al servizio della passione, la voglia di migliorarsi ad ogni allenamento e la stessa capacità critica di uno quando vede le partite dell’altro.
Si differenziano solo nel modo di giocare, retaggio di un carattere diverso, perché il vecchio, da consumato attaccante, è un introverso con la tendenza a quella praticità egoistica propria dei bomber, mentre il giovane, estroverso e fantasioso, ha nella condivisione del gesto tecnico a favore del compagno di squadra, le stimmate del centrocampista.
SarĂ un pomeriggio sicuramente da ricordare quelli dei Capellari, come lo fu quello di qualche anno fa, in Coppa Carnia nel 2011, quando furono gli Zammarchi a vivere le stesse sensazioni, con papĂ Pierangelo e il figlio minore Matteo nel Paluzza a contrastare Luca con la maglia biancorossa del Real.
Storie di Carnico, insomma, storie di gente comune e per questo belle, per questo vere.